Racconti erotici

Wednesday, March 22, 2006

AVVENTURE SESSUALI DI UNA GIOVANE MOGLIE NEL GIORNO DELLE PROPRIE NOZZE

Avventure sessuali di una giovane moglie nel giorno delle proprie nozze

Il giorno del matrimonio dovrebbe essere il momento più bello nella vita di una coppia e così sembrava anche per Sara e Marco, due giovani di 25 anni che avevano deciso di convolare a nozze. Sara era raggiante di felicità, bellissima nel suo vestito bianco che modellava il proprio fantastico corpo, facendo risaltare al limite della decenza tutte le sue forme; appena terminata la cerimonia nuziale, la giovane sposa espresse il desiderio di recarsi a casa per darsi una sistemata e così, mentre tutti gli altri si recavano al ristorante, lei e il suo ormai marito accompagnati dal testimone di quest’ultimo, nonché autista della coppia, si precipitarono nella loro futura dimora.
- Aspettatemi qui, faccio in un attimo precisò ai suoi due accompagnatori. Ma si sa che i tempi di una donna sono decisamente più lunghi del normale e fu così che Marco dopo 15 minuti di vana attesa, perse la pazienza,
- Vado a vedere cosa combina , sbottò. Ma proprio in quel momento gli squillò il cellulare ed allora per non perdere tempo chiese al suo amico di recarsi in casa ad accelerare i tempi. Davide (questi era il nome del testimone) obbedì alla richiesta dello sposo e si fiondò in casa dove trovò Sara stesa sul letto
- Tutto bene, Sara; non ti sentirai mica male proprio adesso? Marco è giù che ti aspetta!
- No, tranquillo, è tutto a posto, sono solo un po’ stanca. Mentre diceva questa frase, la sua fantasia cominciò a mettersi in moto: il solo pensiero che erano soli in camera da letto e che suo marito era fuori ad aspettare in macchina la eccitava moltissimo, senza contare che una sua fantasia ricorrente era proprio quella di mettere le corna al marito proprio il giorno delle nozze. E fu così che Sara, senza pensarci due volte, si avvicinò a Davide e con un rapido gesto fece scivolare il suo vestito per terra restando con le sole mutandine ed il reggiseno dinanzi all’incredulo testimone.
- Ho una gran voglia di essere sbattuta dal tuo cazzo, perciò approfittane… Sono a tua completa disposizione, soddisfati con il mio corpo come meglio credi e fammi godere. Coraggio Davide….Scopami come una troia.
Davide rimase a dir poco di stucco dinanzi alla troiaggine della donna, ma non esitò ugualmente a saltarle addosso strappandole la biancheria che indossava e penetrandola con il suo membro ormai duro come il marmo; Sara era letteralmente in estasi, continuava ad ansimare e ad urlare ad ogni colpo che le veniva dato
- Sei proprio una gran troia! E da quando ti conosco che ho voglia di infilartelo in mezzo alle cosce e di scopartela! In preda all’eccitazione più totale sentì che stava per venire e fece per estrarre il cazzo dalla fica di Sara.
- Nooo! Te ne prego, continua a sbattermi così, non ti fermare… Siiii…. Vienimi dentro…. Lo voglio tutto.
Bastarono altre tre pompate ben date e il cazzo di Davide esplose letteralmente nella fica di Sara inondandola completamente di sborra.
Si rivestirono in fretta e furia precipitandosi dall’ignaro marito
- Oh, finalmente, stavo per venire a vedere si vi foste per caso addormentati, osservò spazientito Marco
- Ma che hai Sara? Sei tutta sudata!
- E’ colpa del vestito. Mi stringe troppo e mi tiene caldo, rispose un po’ imbarazzata ed un po’ eccitata la giovane sposina. Per tutto il tragitto ripensò alla bella avventura vissuta eccitandosi a dismisura e nonostante fosse stata appena scopata aveva ancora tanta voglia di fare sesso e sapeva che non le sarebbe passata tanto facilmente.
Furono accolti dagli invitati con grande gioia e appena giunti nel giardino del ristorane prese il via il rituale delle foto con la sposa; quando fu il momento della foto con i parenti del marito successe un fatto insolito: al momento dello scatto Sara avvertì una mano posarsi sul suo allettante sedere e dare un energica palpata alla natiche . Girandosi vide lo zio di Marco che se ne stava tranquillamente con la mano appoggiata al suo culo tastandone la consistenza.
- Complimenti mogliettina, hai proprio un culetto bello sodo!
Invece di arrabbiarsi per l’impudenza del parente gli rivolse anzi un sorriso ammiccante
- Ti piace il mio culo eh! E delle mie tette che ne dici? E così dicendo gli prese una mano e gliela premette contro una propria tetta facendo in questo modo alzare la pressione del pover’uomo a 1000 e, a giudicare dalla patta dei pantaloni, non solo quella.
Accortasi dell’effetto provocato, gli palpò l’uccello e avvicinando la bocca all’orecchio dell’uomo disse:
- Scommetto, brutto porco che non sei altro, che mi scoperesti senza alcun problema, vero? E dopo avergli infilato la lingua in un orecchio, leccandoglielo, se ne andò lasciando l’uomo in preda ad un indescrivibile voglia. A questo punto il pranzo potè finalmente iniziare e gli invitati non si fecero pregare divorando tutto ciò che gli capitasse nel piatto; Giunti al secondo, Sara si accorse che nel tavolo vicino tre camionisti la stavano mangiando con gli occhi, ed allora in preda ad un nuovo attacco di troiaggine cominciò a fissarli intensamente facendosi passare la lingua sulle labbra come una vera puttana. Subito dopo presero il via le danze e ad aprirle, come da tradizione, fu la fresca coppia di sposi; al termine del primo ballo uno dei camionisti si diresse verso la coppia e chiese al marito:
- Non ti dispiace se mi faccio un giro con tua moglie, vero?
Marco, da ragazzo timido qual è, non seppe dire niente se non un mugolio di approvazione e in men che non si dica Sara si ritrovò avvinghiata a quell’uomo, che di certo non era timido; difatti non curandosi della presenza degli ospiti né di quella del marito, cominciò a stringere più del dovuto l’esile corpo di Sara, che non impiegò molto tempo ad avvertire il cazzo del suo ballerino, la cui erezione stava aumentando a dismisura.
Continuarono a ballare imperterriti e le cose non migliorarono quando orchestra decise di passare a qualcosa di più moderno: fu infatti la volta della lambada e l’uomo non perse certo l’occasione di strusciare il proprio uccello in mezzo alle gambe di Sara, dando al movimento del ballo la parvenza di una vera scopata; per di più tutti questi strusciamenti fecero salire la stretta gonna della sposa vertiginosamente e in questa maniera tutta la sala ebbe modo di godersi la vista delle sue bellissime cosce.Tutto questo a discapito del povero sposo, che se ne stava in disparte nell’imbarazzo più totale, raggiunto di tanto in tanto da alcuni suoi amici che si divertivano a commentare la scena:
- Certo che tua moglie ha il fuoco dentro….
- Quanto vorrei essere al posto di quell’uomo…
- Io ce lo avrei talmente duro da non riuscire nemmeno a camminare…
- Se continuano così dovrò andare a farmi una sega….
Nel frattempo Sara sentiva crescere dentro di sé la voglia di essere posseduta da quell’energumeno, ma la presenza degli ospiti la bloccò e preferì smettere di ballare con la conseguente disapprovazione del suo partner, che ormai ci aveva preso gusto . Dopo essersi tirata giù la gonna, Sara si diresse in bagno, subito seguita dal camionista, che ormai non vedeva che lei
- Ehi, non mi hai neanche dato il tempo di darti un bacio, non mi dire che non sai che tutti devono baciare la sposa?
- Bhe, se lo impone la tradizione.. fai pure.
L’uomo la abbracciò dandole un bacio passionale in bocca con tanto di lingua e dopo pochi istanti in cui rimasero a pomiciare le infilò una mano in mezzo alle cosce e tirando su la gonna scostò leggermente le mutandine per poterla penetrare a piacimento. Per venti minuti buoni continuò a scoparsela senza interruzioni fino a quando giunse il momento di venire, e ciò nonostante non si preoccupò minimamente di non venirle dentro, ma anzi aumentò la potenza dei colpi fino a quando la riempì completamente di sborra.
- Sai una cosa… osservò l’uomo, - Me ne sono fatte tante di troiette come te, ma una puttana che si facesse scopare proprio il giorno delle nozze mi mancava! Non oso pensare a quante corna metterei a quel povero uomo che hai sposato.
Dopo essersi ricomposta Sara tornò fra gli invitati per sedersi accanto al suo maritino come nulla fosse riprendendo a mangiare di gusto (in fondo aveva perso un mucchio di energie). Non successe più nulla per tutta la durata del pranzo e arrivò il momento del congedo dai parenti e dagli amici, tutti tranne una piccola cerchia che seguì la coppia fino a casa; si continuò a ridere e a bere sino a quando la casa cominciò a svuotarsi e il numero degli ospiti si ridusse a quattro ( tutti amici di Marco), i quali complice l’alcool chiesero a gran voce uno strip da parte della sposa, incoraggiandola con vari coretti da stadio:
- Nuda! Nuda!....
Marco provò a controbbattere alla foga dei suoi amici ma, sventuratamente Sara non la pensava come lui, e salendo sul tavolo diede inizio ad un sensualissimo spogliarello che la fece rimanere in topless di fronte a quell’orda famelica di cazzi in tiro.
- Mi tolgo anche queste? Chiese ai quattro ragazzi toccandosi le mutandine; al “si” detto in coro, lei rispose facendo scivolare l’ultimo indumento intimo che indossava, restando completamente nuda.
Marco fece per coprire la giovane moglie, ma i quattro lo spinsero via e tirando Sara giù dal tavolo la portarono sul letto dove iniziarono a scoparsela come una cagna in calore. Il tutto davanti agli occhi del marito, che vide i suoi quattro amici sborrare uno dopo l’altro nella fica di Sara. Sfogati i loro istinti si addormentarono avvinghiati al corpo di Sara e così Marco dovette sistemarsi nell’altra camera, sul divano, lasciando sua moglie in camera da letto assieme agli altri ragazzi per tutta la notte. Il mattino dopo il povero Marco venne svegliato di soprassalto dalle urla di piacere di sua moglie, impegnata a ricevere un ulteriore razione di cazzi, gentilmente offerta dai suoi amici, che presero a scoparsela con una violenza inaudita , tanto che l’impressione fu che stessero per spaccargliela e quando l’ultimo le venne dentro le diede un ultimo colpo talmente forte che il letto non resse e si ritrovarono tutti quanti per terra, stremati dall’immensa fatica.
E’ passato un mese da allora e Sara ha scoperto di essere incinta; durante la visita ginecologica gli sposini hanno saputo che il bambino è stato concepito proprio durante il giorno delle nozze
- Non ha certo perso tempo eh? Fu la battuta scherzosa del dottore a Marco.
Che battuta infelice! Se solo sapesse che quel giorno l’unico cazzo che la dolce mogliettina non ha preso è stato proprio quello del marito….

AVVENTURA SU STRADA

Questa storia ebbe inizio in un pomeriggio estivo durante il quale, in compagnia della mia ragazza, Silvia, facevo ritorno a casa dopo aver passato l’intera giornata a godere del fresco della montagna. Tutto procedeva tranquillamente fino a quando un imprevisto giunse a turbare la serenità creatasi sino ad allora; infatti bucai una gomma e fui costretto a fermarmi per cambiarla, ma quando feci per prendere la ruota di scorta mi resi conto che anche quest’ultima era inutilizzabile in quanto completamente sgonfia.
Decisamente la giornata stava prendendo una brutta piega, eravamo bloccati in una zona lontana da centri abitati e per di più tutti e due non avevamo con noi i nostri cellulari. Decidemmo allora di provare a chiedere un passaggio alle vetture che transitavano lungo la strada, un’esperienza nuova per il sottoscritto, mai fino ad allora avevo fatto l’autostop e per la prima volta mi resi conto di quanto fosse difficile trovare qualcuno disposto ad aiutarti.
Il tempo passava inesorabile e dopo circa un’ora di inutili tentativi Silvia cominciò a dare segni di impazienza e con fare arrogante mi disse:
- Adesso ti faccio vedere io come ti risolvo la situazione – e mentre terminava la frase si sbottonò la camicetta, mettendo così in evidenza due splendide tette, i cui soli capezzoli risultavano essere a malapena coperti da quel poco che restava della camicia ( fra l’altro, quel giorno non indossava neppure il reggiseno….); ma non si fermò a quello, difatti si tirò su la già corta gonna in modo tale da poter rendere ben visibili le sue bellissime cosce. Terminato questo strip ridotto si diresse verso il ciglio della strada pronta a fare l’autostop e in men che non si dica una macchina si fermò dinanzi a noi; all’interno di essa vi erano tre uomini, tre albanesi che facevano ritorno a casa dopo una lunga giornata di duro lavoro. Uno di loro scese e, venuto a conoscenza del nostro problema si offrì gentilmente di darci un passaggio; così ci fece accomodare in auto e mentre a me toccò il posto accanto al guidatore, Paola fu fatta accomodare dietro in mezzo agli altri due, in quanto essendo molto magra, lo spazio da lei occupato era minimo. Nonostante le continue occhiate eccitate che i tre rivolgevano a Silvia, lei non si preoccupò minimamente di riabbottonarsi la camicetta né tantomeno di tirarsi giù la gonna, ma anzi fece di tutto per farsi notare il più possibile ( da un po’ di giorni, infatti, si dava un gran da fare per farmi ingelosire e quella era un occasione troppo ghiotta da farsela sfuggire): prese a massaggiarsi senza ritegno le tette, accavallando di tanto in tanto le gambe offrendo alla vista dei nostri compagni di viaggio una visuale a dir poco scandalosa delle proprie cosce e giustificandosi per tutto questo semplicemente accusando il caldo torrido. Tutto questo ebbe come risultato di far sentire i ragazzi autorizzati a prendersi delle libertà con Silvia, cominciando con il fare apprezzamenti piuttosto pesanti su di lei;
- Ma lo sai che hai proprio un bel paio di cosce! Scommetto che lo fai venir duro a tutti gli uomini che incontri. –
- Senti un po’ – riprese l’altro – Ma se hai tanto caldo, guarda che puoi tranquillamente toglierti la camicetta, ti posso assicurare che per noi non sarebbe un gran problema, e scommetto che anche il tuo ragazzo non avrebbe nulla in contrario, non è forse vero? – E così dicendo mi diede un’ energica pacca sulle spalle, mentre con l’altra mano si insinuò fra le cosce di Silvia che non ebbe la forza di fare nulla per impedirglielo; e mentre uno continuava ad accarezzargli le cosce l’altro si fece più intraprendente sbottonandole completamente la camicetta ed iniziando a palparle e a succhiarle le tette.
Alla vista di ciò cercai immediatamente di fermare quei bastardi, ma il guidatore diede una brusca frenata fermando di colpo l’auto e colpendomi con un pugno in piena faccia che ebbe l’effetto di oscurarmi la vista per alcuni secondi, il tempo necessario per immobilizzarmi e rendermi inoffensivo legandomi ad un albero situato accanto alla macchina. Dopo fu la volta di
Silvia a dover scendere e una volta fuori, il guidatore con un rapido gesto, le tolse la gonna e le strappo di dosso le mutande facendola restare completamente nuda; a questo punto la sollevò da terra facendola sedere sul cofano dell’auto, si abbassò i pantaloni e tirando fuori un uccello di dimensioni spaventose le disse:
- E adesso, brutta troia che non sei altro, vedi di allargare bene le gambe - Silvia ubbidì all’ordine ricevuto e aprì letteralmente le cosce più che poteva lasciando la figa spalancata a completa disposizione di quell’uomo, il quale le saltò addosso penetrandola al primo colpo ed niziando a pomparle selvaggiamente la figa. Dovetti assistere a questo orrendo spettacolo per più di un’ora, durante la quale i tre si diedero il cambio sopra la mia ragazza continuando imperterriti a scoparsela fino a quando, uno dopo l’altro, le vennero copiosamente dentro innondandole la figa di sborra.
- E ora mia bella puttana, vedi di pulirmelo come si deve – ringhiò prepotentemente il più vecchio dei tre portando il suo cazzo a pochi centimetri dalla bocca di Silvia, la quale se lo mise tutto in bocca cominciando a succhiare con avidità la sborra rimasta ancora sull’uccello. Lo stesso trattamento ebbero gli altri due, e uno di essi venne per la seconda volta riempiendo di sborra la bocca di Silvia, che fu anche costretta ad ingoiare il tutto. Ma non era ancora finita, difatti uno dei tre aveva evidentemente ancora molta energia da spendere, mise la mia ragazza giù dal cofano e la fece girare mettendola a novanta ed in quella posizione prese ad incularla con una violenza inaudita ; dopo essersela montata per alcuni minuti venne anch’egli una seconda volta, stavolta riempondole il culo. Estremamente soddisfatti, i tre si ricomposero venendo poi verso di me per prendermi ulteriormente per il culo. – Complimenti! Hai proprio una bella fidanzata, una troia drizza cazzi che sa come fartelo godere –
Sai – proseguì un altro – Detto fra noi, credo che abbia goduto come una puttana, e quindi se in futuro avesse voglia di essere chiavata da dei cazzi degni di questo nome facci un fischio, saremmo ben lieti di scopartela e di riempirtela come abbiamo fatto oggi.
Fu la fine dell’incubo, se ne andarono lasciandoci terrorizzati ed increduli per l’accaduto, senza che nessuno dei due ebbe il coraggio di pronunciare una parola per diverso tempo. Ancora oggi, a distanza di quasi un mese siamo visibilmente choccati, non abbiamo mai più fatto l’amore ed oggi per di più abbiamo ricevuto una notizia che speravamo tanto di poter evitare: Silvia è rimasta incinta e per questo non deve certo ringraziare me.

La mia ragazza piace e tutti ci provano gusto

Fu per puro caso che decidemmo di passare la domenica pomeriggio nel centro commerciale della nostra città, così come altrettanto casuale fu la decisione di entrare in un negozio di abbigliamento; la mia ragazza, Paola, è un’autentica fanatica di vestiti e lo shopping rappresenta per lei il modo migliore per trascorrere il tempo libero. Premetto che quel giorno era un autentico splendore, indossava un top aderente con un’ampia scollatura che metteva in risalto il suo rigoglioso seno, lasciando scoperta una notevole porzione di pancia; completavano il tutto un paio di jeans talmente stretti che facevano preoccupare per la sua incolumità respiratoria, ma che donavano al suo già grazioso culetto una forma talmente perfetta da indurre chiunque ad un’energica palpata. Questo suo modo di vestire, piuttosto provocante, è in parte molto gradito dal sottoscritto, ma è anche motivo di forte gelosia in quanto noto con facilità gli sguardi vogliosi di molti uomini posarsi continuamente sulle curve generosamente offerte dalla mia donna.
Come detto, questo cominciava ad infastidirmi, forse prima non me ne accorgevo, ma ora ogni pretesto era buono per notarlo; per esempio, proprio quel giorno, mentre Paola andava su e giù tra gli scaffali di vestiario vidi due ragazzi sulla ventina non staccarle gli occhi di dosso, commentando ogni suo movimento con bisbigli e ridolini sommessi, giungendo al culmine quando la mia ragazza si chinò a novanta per meglio osservare un indumento, dando la possibilità ai due di godere appieno del suo culo in posizione alquanto tentatrice: uno dei due ragazzi allora, approfittando delle poche persone presenti nel negozio, s’infilò una mano nella patta dei pantaloni dando libero sfogo ai propri istinti, il tutto a non più di tre o quattro metri dalla mia ragazza, ignara di ciò che accadeva alle sue spalle. Per di più, ogni qualvolta provavo a farla partecipe del mio problema, si limitava a darmi del paranoico e del geloso, anche se in fondo sono convinto che lei per prima si rendesse conto della situazione come sono altresì convinto che l’idea di molti uomini intenti a spogliarla con lo sguardo e a fantasticare sul suo corpo la eccitasse da morire.
Decisi quindi di rimanere in silenzio nonostante l’accaduto e di proseguire nel nostro giro come nulla fosse. Ero completamente immerso in questi pensieri quando la vidi venirmi incontro con in mano un completo di biancheria intima molto sensuale, composto da reggiseno e perizoma che poco lasciavano posto all’immaginazione:
- Guarda questo completino, non è bello? Scommetto che muori dalla voglia di vedere come mi sta! Corro subito a provarlo!- E così dicendo si precipitò in un camerino trascinandomi per mano fino al medesimo. Quando ebbe finito aprì la porticina facendomi partecipe di uno spettacolo da mozzare il fiato: le stava letteralmente d’incanto, a tal punto che dovetti distogliere lo sguardo per non farmelo venire troppo duro. Vi era solo un problema, ed era dato dal fatto che il reggiseno era troppo piccolo; mi chiese allora di farmi dare dal commesso un altro reggiseno da provare, e cosi feci, ma quando lui mi chiese giustamente che taglia avesse la mia ragazza, mi trovò leggermente disorientato e incerto sul cosa rispondere. Fu lui stesso ad interrompere il mio imbarazzo proponendomi di recarci da Paola per risolvere il problema. Non appena la vide ebbe un sussulto ( forse non si aspettava tanto ben di Dio ), ma si riprese subito chiedendole con la più totale professionalità di che misura avesse bisogno; purtroppo neppure lei sapeva con certezza la taglia giusta, ma fu tranquillizzata dal gentile commesso che affermava di poter risolvere il problema prima di subito e cosi dicendo allungò le mani fino a tastare le tette della mia ragazza con l’intero palmo di entrambe le mani. L’episodio mi traumatizzò a tal punto che non fui in grado di dire una sola parola e lo lasciai palpare a suo piacimento fino a quando, terminata l’operazione, si rivolse ad entrambi dicendo:
- Credo di aver individuato l’articolo che fa al vostro caso - , e cosi dicendo fece per allontanarsi, ma fu bloccato da Paola, che girandosi su se stessa e indicando il suo meraviglioso sedere disse molto maliziosamente:
- Per quanto riguarda le mutandine secondo te va tutto bene? -
Dopo essersi lustrato gli occhi dinanzi a quell’ ulteriore spettacolo allungò una mano palpando a fondo le natiche sode messe in bella mostra da Paola, limitandosi a dire:
- Non ti preoccupare, qua è tutto in regola. - Detto questo si dileguò non prima però di aver dato un’ultima pacca amichevole sul culetto, sempre a sua completa disposizione.
Qui ha fine la mia disavventura al centro commerciale, ma dovetti sopportare ancora dell’altro, difatti appena saliti in macchina fui pure accusato dalla mia ragazza di non aver fatto nulla per impedire che quel ragazzo approfittasse di lei cosi spudoratamente;
- Se non altro abbiamo fatto una buona azione -, disse. – Hai una vaga idea di quante seghe quel tipo si farà stasera pensando di avere ancora fra le mani le mie tette e il mio culo? -